ATLETICO ORISTANO: COSI’ NON VA!!! TRENTO VINCE MERITATAMENTE [ADRIANO SITZIA]

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Prosegue, purtroppo, il momento negativo dell’Atletico Oristano c. f. Opposte questo pomeriggio, sul pesante terreno di gioco del Campo Tharros, al quotato Trento, le ragazze del Presidente Naitza hanno offerto una prova opaca, mostrando una pericolosa involuzione anche rispetto all’ultimo e non esaltante match giocato, quello casalingo di due settimane fa con il Riccione. In calo evidente sono apparse soprattutto alcune delle migliori players oristanesi, mentre qualche altra ragazza, sulla quale erano riposte grosse speranze di un salto di qualità, invece prosegue nel suo trend negativo. Così il Trento, ben messo in campo, ordinato, rapido nelle ripartenze, ha avuto gioco tutto sommato facile nella conquista dell’intera posta. In effetti il 2 – 1 finale per le ospiti è stato fin troppo generoso, perché Oristano ha rischiato di buscarle di brutto. Solo alcuni ottimi interventi di Martina Piga, in quella che è stata una vera e propria sfida personale con la veloce punta trentina Tonelli, hanno impedito il fatale tonfo!

Primo tempo: passano appena cinque minuti e Tonelli sfugge alle lente difenditrici locali, una delle quali la stende ingenuamente sul limitare dell’area. Rigore solare, che la stessa Tonelli realizza.

Lo show dell’attaccante trentina si ripete ai minuti 16, 18, 23 30 e 33, quando, saltata con facilità la flemmatica linea difensiva biancorossa, la Tonelli o si è fatta ipnotizzare da Martina Piga o si è incartata al momento di concludere.

Poi al 36′ altra “frittata” dell’Atletico. Le Oristanesi, tutte nella meta’ campo trentina, perdono un sanguinoso pallone – l’ennesimo! – e, su lancio lungo dalla trequarti ospite, vengono infilate in velocità sempre dalla Tonelli, che si invola nelle deserte praterie arborensi, si presenta “a tu per tu” con Piga e stavolta non le da scampo. 2 – 0!

Trascorrono tre minuti e ancora Tonelli arriva sola soletta davanti a Piga, che si supera, deviando in angolo.

E l’Atletico? In tutta la prima frazione produce solo due tiracci: una palombella alta e lunga della centravanti Scalas, e un destro storto di Quidacciolu. In pratica nulla!

Nel secondo tempo Oristano prova a reagire, più per orgoglio che con razionali ed efficaci trame offensive. Soprattutto Maura Mattana cerca in qualche modo di scuotere la squadra. Tuttavia ad essere sempre sul pezzo sono le ragazze del Trento. Azione emblematica di tale divario è quella intorno al quarto d’ora, quando la squadra di Mister Spagnolli va alla conclusione ben quattro volte in rapida successione, con la difesa oristanese letteralmente in balia delle avversarie. Ancora una volta Piga si supera, evitando la capitolazione.

Intorno al 20′ l’Atletico vive il suo momento migliore, quando prima con una veloce azione sulla propria fascia destra, poi con una bella punizione di Mattana dal limite – deviazione del portiere in angolo – e, infine, con il rigore trasformato dalla stessa capitana dopo una sua penetrazione in area fermata fallosamente, la squadra locale da la sensazione, o, forse, l’illusione, di poter riprendere il risultato.

Purtroppo però è un fuoco di paglia, perché dopo saranno ancora le ospiti a rendersi molto pericolose, sprecando clamorosamente almeno altre due nitide occasioni da gol.

A nulla, se non ad aumentare la confusione, sono serviti i cambi proposti dalla panchina dell’Atletico, che, come si diceva, può soltanto ringraziare santa Martina se oggi ha perso con un solo gol di scarto.

A questo punto, dopo l’esonero di un tecnico e poi una serie di controprestazioni, sarebbe il caso di capire cosa la società intenda fare, perché la squadra è in zona playout, perché fare 8 punti in 9 partite certo non è una buona media, perché il gioco proposto davanti ma anche dietro appare lento, prevedibile, a volte confuso, comunque inoffensivo quando non proprio spuntato. Forse proprio ora varrebbe la pena rispolverare quel banale principio secondo cui negli sport di squadra, anche se tutte le diverse componenti coinvolte sono importanti, a scendere in campo o sul parquet sono sempre, soltanto ed esclusivamente i giocatori… E qui ci si ferma.