INTITOLATI AD ALBA MARCOLI I GIARDINI DI VIA PRINETTI [ADRIANO SITZIA]

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Umberto Marcoli ricorda la zia Alba.

Oggi Oristano ha voluto ricordare la figura di Alba Marcoli (1939 – 2014), intitolandole gli ampi giardini di via Prinetti. Psicologa, psicoterapeuta e docente, Alba Marcoli ha speso gran parte del suo lungo percorso professionale affrontando le delicate problematiche del disagio infantile e dei problemi familiari, che spesso ne sono all’origine, dedicandosi con tanto impegno alle difficoltà del rapporto madre bambino, alle sofferenze dei piccoli, al sovente tortuoso cammino della maternità. Da queste multiformi esperienze ne ha tratto anche una cospicua produzione scientifico-letteraria e poetica: da ‘Il bambino nascosto‘ (Mondadori, 1993), attraverso ‘Il bambino arrabbiato‘ (Mondadori, 1996), ‘Il bambino perduto e ritrovato‘ (Mondadori, 1999), ‘Passaggi di vita‘ (Mondadori, 2003), ‘Il bambino lasciato solo‘ (Mondadori, 2007), ‘E le mamme chi le aiuta?‘ (Mondadori, 2009), ‘La rabbia delle mamme‘ (Mondadori, 2011), ‘Lettere all’anima‘ (Paoline, 2013), fino a ‘La nonna è ancora morta?‘ (Mondadori, 2014).
Particolari e molto apprezzate sono le sue favole – non a caso, nella odierna cerimonia ne è stata letta una – rivolte però non ai bambini bensì, come efficacemente si legge nel sito dell’Associazione di promozione sociale Mons. Giovanni Marcoli, “agli adulti, per ritrovare il bambino che è dentro ogni genitore, mai perso per sempre, prenderlo per mano, consolarlo e curare le ferite che inevitabilmente ha ricevuto e che non possono essere cancellate, ma solo ascoltate e testimoniate con rispetto, perché possano fare meno male dentro. L’unico modo per chiudere i “conti in sospeso” è che il genitore se ne faccia carico e accetti il dolore che c’è stato. Allora sarà possibile liberare il bambino reale dai fantasmi legati alle ferite infantili dei genitori” (www.associazionemarcoli.it).
La semplice, bella e partecipata cerimonia di stamattina, alla presenza del Sindaco, di diversi assessori e consiglieri comunali, del Commissario della Provincia, del fratello Franco, del nipote Umberto e di molti cittadini, ha mostrato ancora una volta l’importante lascito morale venuto da Alba Marcoli e il conseguente affetto della città nei suoi confronti. Un affetto rimasto intatto anche dopo la sua scomparsa, avvenuta ormai otto anni fa.