ORISTANO IN GRIGIOVERDE: MA LA NAIA NON C’ENTRA! [ADRIANO SITZIA]

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In questi interminabili giorni di unna canicola, attraversando certe vie pomposamente definite “viali”, già visivamente si può pensare allo scherzo di qualche buontempone. Se il termine odonomastico “viale” è spesso associato all’aggettivo “alberato”, invece, ad Oristano, uno dei primi attributi che viene in mente è “spoglio”. Non solo gli alberi degni di questo nome sono pochi, ma, in generale, il verde cittadino, con la parziale eccezione di alcuni parchi, peraltro non molto estesi, è quantomeno insufficiente e qualitativamente mediocre [Ndr: vedere le foto per credere!]. Di tutto ciò ci si accorge soprattutto d’estate quando la ricerca di un po’ d’ombra e di seppur lieve ristoro, almeno per chi si muove a piedi, diventa … vitale. Certo i pedoni oristanesi sono una piccola minoranza. Ma anche la stragrande maggioranza dei residenti, che non concepisce altra mobilità se non quella a motore, se dovesse prestare un po’ d’attenzione, magari proprio in giornate come queste, potrebbe rendersi conto se non altro degli effetti della quasi totale assenza di alberature stradali degne di questo nome e, nonostante la presenza di diversi spazi pubblici, della carenza di alberi anche in questi: nessuna ombra, nessun effetto rinfrescante, puzza di asfalto bollente e di fumi di scarico.

Ma i problemi non finiscono qui, perché, per esempio, laddove non ci sono piante, sono rimaste invece le aiuole destinate ad ospitarle o che ne hanno anche ospitato … nei tempi che furono! Oggi queste aiuole invece ospitano erbacce, rifiuti, radici secche, escrementi animali (anche dentro “bustina”), risultano spesso danneggiate ed occupano spazi che forse mai avrebbero dovuto occupare (penso al tratto di marciapiede in via Cagliari, compreso tra le vie Gennargentu e del porto). Aggiungiamoci poi la strana mania, forse retaggio o metafora coloniale, di mettere palme, che a tutto servono fuorché a dare ombra; la scarsa cura di ciò che c’è, inclusi i giovani alberi messi a dimora negli ultimi anni; e appunto l’altrettanto scarso interesse di gran parte della cittadinanza per i luoghi in cui vive, per il loro stato e per la loro stessa estetica. In questi ultimi decenni, peraltro, si è potuto notare un peggioramento complessivo della situazione del verde cittadino e del suo stesso stato di salute, in controtendenza rispetto a ciò che accade in altre realtà urbane. Oristano ormai offre solo cartoline di cemento, asfalto e auto! Forse è giunto il momento di prenderci cura della nostra città, della città in cui viviamo, sempre più chiusi e nascosti nelle nostre dimore.