STORIE DI CORAGGIO E DI GIUSTIZIA STAMANE ALL’ITIS “OTHOCA” DI ORISTANO [ADRIANO SITZIA]

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Proseguono anche quest’anno all’Istituto Tecnico Industriale ”Othoca” di Oristano gli appuntamenti formativi nell’ambito del progetto “La giustizia adotta la scuola”, promosso dalla Fondazione “Vittorio Occorsio” in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione. L’incontro odierno, intitolato “Storie di coraggio e di giustizia“, è stato dedicato sia all’approfondimento della conoscenza dell’ordinamento giudiziario nei suoi vari livelli e articolazioni, sia al ricordo di tutti coloro che, come ha ricordato la professoressa Giovanna Salis, referente dell’Othoca per il progetto, “hanno combattuto per la legalità, la sua affermazione e il suo consolidamento, spesso a costo della loro stessa vita“.
A rispondere alle domande dei giovanissimi studenti dell’istituto è stata chiamata la dott. Maria Francesca Loy, magistrata oristanese dalla lunga e prestigiosa carriera, attualmente Sostituta Procuratrice Generale presso la Cassazione. Dopo il saluto del dirigente scolastico dell’ “Othoca”, dott. Serafino Piras, la dott. Loy ha subito voluto dare rilievo agli scopi della “Fondazione Occorsio”, un’iniziativa che “intende onorare la memoria di questo magistrato vittima di un attentato terroristico di matrice neo-fascista a Roma esattamente cinquant’anni fa, ucciso proprio perché faceva il suo lavoro, diffondendo soprattutto tra le nuove generazioni, cioè i cittadini di domani, tanto la cultura della legalità e l’importanza dei diritti, quanto tutti quei valori – onestà, giustizia, coraggio – che della legalità sono habitat e substrato indispensabile“.
Stimolata da alcune domande dei ragazzi la dott. Loy ha ripercorso la sua carriera, iniziata “perché, da ragazza, ho visto ad Oristano persone che conoscevo sequestrate e mai più tornate a casa: l’onorevole Riccio, Puccio Carta. E, di Terralba era il dott. Francesco Coco, Procuratore generale a Genova, ucciso dalle BR un mese prima di Occorsio, sempre in quegli anni definiti non a caso di piombo. Da tutto ciò è nato in me qualcosa che, all’indomani della laurea in giurisprudenza, mi ha spinto a preparare il concorso per magistrato e poi ad intraprendere questo percorso, la cui prima tappa è stata la Sicilia, esattamente la Procura di Trapani, proprio nel 1992, l’anno dei terribili attentati contro Falcone e Borsellino“.
A proposito delle tante vittime, per usare una efficace espressione evangelica, a causa della giustizia, l’autorevole magistrata si è soffermata su due figure di giovani donne che hanno avuto il coraggio di opporsi alla criminalità organizzata, rompendo la catena di omertà che la blinda, ma pagando a prezzo altissimo questa loro scelta: Rita Atria e Lea Garofalo.
I quesiti posti dai ragazzi hanno condotto la dott. Loy a descrivere seppure sinteticamente la struttura e l’organizzazione della complessa macchina giudiziaria, a delineare concretamente chi è e cosa fa un pubblico ministero, dal momento in cui riceve dalla polizia giudiziaria la notizia di un reato fino al processo di primo grado, e a parlare delle difficoltà, per chi fa una professione come questa, di avere soprattutto una vita privata ma anche rapporti sociali al di là della sfera professionale e, ovviamente, familiare, non soltanto a motivo degli orari di lavoro alquanto flessibili.
Per quanto riguarda la ormai cronica lentezza della giustizia italiana, Loy ha insistito soprattutto sull’importanza di tutti quegli interventi, in parte anche avviati o in corso, in grado di semplificare e velocizzare i vari passaggi ed eliminare o quantomeno ridurre intoppi e complicazioni.