POLITICA COLITICA, SITUAZIONE CRITICA

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Un po’ per caso , un po’ per curiosità, ieri sera, dopo qualche annetto, ho seguito “in presenza” una seduta del Consiglio comunale, ora nella sua nuova sede al Teatro San Martino. Del resto l’argomento, il bilancio previsionale, e i rinforzi del moto ondoso politico di queste ultime settimane rappresentavano un accattivante invito alla visione.
Tuttavia il primo impatto è stato piuttosto negativo. Intanto il pubblico: pochissime persone, perlopiù addetti ai lavori. In altri tempi una seduta come questa avrebbe richiamato ben diverso interesse e “calore”! In aggiunta, nell’ambiente si respirava un’atmosfera di provvisorietà, accentuata dal pessimo audio e dagli stessi banchi consiliari a rotelle di contiana memoria. Il tutto mi ha trasmesso una strana, oserei dire perfino disagiosa sensazione di precarietà e declino. Tutto ciò nonostante i pur ammirevoli sforzi di qualche oratore che, dopo anni e anni di onorato servizio politico-amministrativo, ancora continua ad adoperare “legislatura” come sinonimo di “consi(g)liatura”!
Come detto sopra, ieri sera l’ordine del giorno vedeva la presentazione e discussione del bilancio preventivo. Tuttavia, come ormai d’abitudine almeno da queste parti, la maggioranza ha avuto seri problemi di salute. Il timore che si tratti ormai di una condizione purtroppo cronicizzatasi, è grande, anche se della salute dell’illustre quanto necessario malato sembrano preoccuparsene pochi, tanto tra i politici quanto, soprattutto, tra i cittadini.
Da parte sua il primo cittadino continua a portare avanti la sua ben nota tattica dilatoria che, tra le altre cose, gli è valsa l’appellativo di “cunctator” che fu di un suo antico collega romano, Quinto Fabio Massimiliano, ops Massimo, scusate il lapsus. Lui stesso, Sanna intendo, nel suo appassionato intervento di ieri al termine del breve dibattito sulla ennesima crisi comunale, ci ha svelato il nome di colui che gli ha ispirato questa sua ferma, ostinata volontà di portare avanti, nonostante tutto e forse quasi tutti, il suo mandato. Beh, non ci crederete mai e, sul momento non ci ho creduto neppure io quando l’ho udito pronunciare quel nome: il “grande insegnante” del Sindaco Sanna è stato nientepopodimenoché… Guido Tendas, alias GT! “All’epoca, da consigliere di opposizione non comprendevo perché volesse proseguire; adesso invece capisco e apprezzo la sua decisione di andare avanti“, ha detto Sanna, rivendicando poi a merito suo e della sua giunta il coraggio di certe scelte fatte nonostante “il dissenso di un gruppo di cittadini che non rappresenta la totalità, quando altri non l’hanno mai fatto, forse per la paura di andare a casa!?“. Sanna ha concluso il suo intervento con queste parole: “Lottò Eleonora fino alla fine, finché non venne sconfitta (???). E anch’io lotterò fino alla fine per il bene della città. Se poi altri non vorranno andare avanti, non vorranno governare, se ne prenderanno la responsabilità!“.
Per quanto riguarda il dibattito, tralasciando gli interventi dei consiglieri delle ormai numerose minoranze, limitatisi fiaccamente a fare il loro compitino, “politically correct” nella forma come nella sostanza, di critica – quanta nostalgia della Prima repubblica!!! – i momenti più interessanti ed istruttivi li hanno proposti i due veterani Roberto Pisanu e Giuliano Uras. Dott. Pisanu, alla sua maniera, ha sostenuto che: “da parte di alcuni, solo per interessi personali, s’è messa in crisi una maggioranza. Altro che cambio di passo, come spesso si sente dire! Alla base di tutto c’è solo l’interesse personale, per avere degli assessorati, solo dei tornaconti personali, che possono essere di un tipo come di un altro“. Da parte sua, Uras ha approfondito il tema parlando dei “personalismi” che caratterizzano e di fatto vasectomizzano la politica oristanese, in cui – ha sottolineato – è praticamente impossibile fare squadra!
Riassumendo, l’interesse della città e dei cittadini ad Oristano si fa cantando “Fatti più in là” (ca immoi mi ci setzu deu!), in base alla “visione” politica del “Vengo anch’io? No, tu no!“. Purtroppo però nessuno ricorda più quella canzone che diceva: “Voglio l’impossibile; un divano sommergibile per fare un tuffo nell’assurdità. Ma per fortuna mi son sognato addosso…“. D’altronde erano solo… Gatti.
“Avanti ragazzi di Rodia; avanti ragazzi di Brug…est; studenti, braccianti, operai; il sole non sorge più ad est (ma neppure a ovest)!”.