LA DISFIDA DI… LA CALETTA [ADRIANO SITZIA]

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Pochi giorni fa, scorrendo facebook, mi sono imbattuto, con grande sorpresa, in un insolito quanto vivace “botta e risposta” tra il primo cittadino di Cabras e un consigliere comunale oristanese, facente parte della minoranza. Il casus belli è stato determinato dalla ventilata concomitanza tra il Festival della Bottarga, che andrà in scena a Cabras nei giorni 18-20 settembre prossimi, e un concerto della cantautrice barese Serena Brancale, che s’era ipotizzato potersi tenere il 19 settembre nella famosa “area grandi eventi” turrimanniana. In realtà è stata l’ennesima replica di “Much ado about nothing”, perché la “buga” s’è dimostrata aria fritta: nessun accordo tra l’amministrazione e gli agenti dell’artista era stato chiuso, ma s’era ancora a livello di semplice ipotesi. A tal proposito sarebbe interessante capire come e perché dai palazzi di Piazza Eleonora escano con una frequenza non “comune” spifferi inopportuni come questo. Sarà mica un problema di infissi non manutenuti?
Comunque tanto (poco!) è bastato perché il sindaco del centro lagunare, l’ing. Abis, uscisse pubblicamente lamentando questa e altre “sconvenienti” concomitanze di eventi oristanesi con quelli arcinoti di Cabras, e chiedendo al Comune capoluogo perlomeno una maggiore attenzione per evitare sovrapposizioni, tenendo nel dovuto conto anche i calendari altrui (cioè i suoi). E tanto (poco!) è bastato perché un consigliere di minoranza dell’aula “San Martino”, il dott. Marcoli, gli rispondesse per le rime: “questo non è collaborare. Questo è protagonismo. Oristano deve dialogare con il territorio, ma deve poter costruire i propri programmi senza chiedere il permesso a nessuno. Oristano non è una succursale né un satellite!”.
Com’è difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore” cantava il Maestro Battiato. Già, mi è stato davvero difficile restare indifferente di fronte a cotal disfida, nonostante la “Bandiera bianca” sventoli da tempo sul mio ponte di Lego! Del resto le esternazioni dei nostri novelli Roses alla burrida mi suonavano stranamente ed eccessivamente sproporzionate rispetto al motivo scatenante. Perciò ho deciso di saperne di più.
Ecco, da ciò che ho potuto capire parlando con il consigliere Marcoli, la sua insolita reazione non è scaturita dalle parole di Abis sulla faccenda Brancale, che, tra l’altro si sapeva essere solo un’idea. La sua netta presa di posizione deriverebbe proprio da un certo qual modo di porsi del sindaco cabrarese nei confronti di Oristano e dei suoi rappresentanti istituzionali. Nello specifico Marcoli ha fatto riferimento al progetto, molto caro ad Abis, di una ciclabile Torregrande – Cabras, già respinto alcuni anni fa dalla Regione perché violava determinate norme paesaggistiche, ma oggi rilanciato dallo stesso proponente sua sponte, proprio sollecitando i gruppi di minoranza in Provincia e al Comune di Oristano – che evidentemente deve aver acquisito competenze anche oltre il proprio perimetro – affinché presentassero in proposito mozioni e ordini del giorno. Mozioni e odg che, non proprio strano a dirsi, sono stati immantinente presentati all’unisono. Tutto ciò senza che questo primo cittadino, lo stesso che invoca collaborazione, condivisione e coordinamento, abbia mai coinvolto attivamente nella sua iniziativa tali gruppi, esaminandone insieme il progetto e concordando i passi da intraprendere. “Siccome – ha sottolineato Marcoli, che, unico della minoranza, non ha firmato l’ordine del giorno – io ho una mia dignità, come cittadino oristanese e come rappresentante istituzionale dei cittadini di Oristano, non mi metterò certo sull’attenti o batterò i tacchi agli ordini del sindaco di qualsivoglia altro comune”.
Così lo sfogo di Marcoli, che, poi, non è riuscito a fare a meno di ripetermi quello che è ormai diventato il suo mantra: Oristano deve svegliarsi e recuperare la sua leadership di capoluogo nell’interesse della città e del suo stesso territorio. “I nostri concittadini – ha proseguito – devono ritrovare la consapevolezza dell’importanza e della impellente necessità che la città torni ad essere il riferimento di tutta questa zona, orgogliosi di essere eredi di una grande storia“.
Che dire? Mi riprometto di ritornare con qualcosa di più specifico riguardo alla questione oristanese, che, secondo me, merita un capitolo a sé nell’ambito sardo. Infatti, almeno apparentemente, continua ad essere un grande mistero il fatto che Oristano e l’Oristanese, nonostante cospicue risorse naturali e infrastrutturali, nonostante la posizione, nonostante la storia ecc., siano diventati la cenerentola sarda destinata, almeno ad oggi, ad un triste quanto inesorabile declino. Un declino che rimonta ad un consolidato atteggiamento per un verso rassegnato e quasi passivo di gran parte della locale cittadinanza, il cui massimo sforzo critico è il murrungio in compagnia di una 33 cl al tavolino del bar. Ovviamente si è assistito, già all’indomani della creazione della Provincia, ad una lenta e progressiva marginalizzazione dell’Oristanese e del suo capoluogo; ma lo si è fatto appunto rimanendo con le braccia conserte in attesa di… chissà mai cosa! Una marginalizzazione facilitata poi dalla, proprio (!!!) dalla qui ricordata scarsa compattezza e coesione della locale classe dirigente, soprattutto di quella cittadina, dove oggi i colonnelli si moltiplicano, così come le loro ambizioni personali, mentre le truppe sono sempre meno numerose e sempre più vecchie e stanche!!!
In questo senso mi sento di condividere la posizione controcorrente del Marcoli e la sua richiesta, insistente richiesta, ai suoi concittadini di farsi rispettare, fieri della loro città, e di agire in modo che la stessa non venga definitivamente spedita nella polvere come l’invecchiato pistolero Frank dal più giovane “Armonica”, assettato di vendetta e di rivalsa, in quel capolavoro leoniano sul malinconico tramonto di un’epopea e di un’epoca che è “C’era una volta il west”. Anche perché se si va avanti così, Oristano al duello decisivo si presenterà rizzandosi su un deambulatore!!!